Come fa il cervello a riconoscere il proprio corpo?

view-1782619_1920La nostra consapevolezza del mondo e di noi stessi non è univoca e immutabile, è bensì la somma di micro consapevolezze elaborate in parti diverse del nostro cervello.

L’esperienza che abbiamo riguardo il nostro corpo è quanto di più intimo ed implicito abbiamo. In ogni momento della nostra vita siamo perfettamente in grado di distinguere le nostre parti del corpo da quelle altrui. Ma da dove giunge questa sicurezza?

Questa particolare consapevolezza corporea viene indicata con il termine body ownership, che significa appunto l’esperienza che abbiamo ne

l considerare il nostro corpo come appartenente a noi, e di distinguerlo da quello altrui. Negli ultimi anni molti neuroscienziati si sono occupati di questo argomento, cercando da un lato di manipolarlo sperimentalmente, dall’altro di studiarne gli effetti generati dalle cerebrolesioni. In particolare e’ stata utilizzata una determinata procedura sperimentale in grado di confondere il cervello, e di far percepire una mano finta come propria a soggetti perfettamente sani e consapevoli di ciò che stava accadendo. Questa procedura è stata chiamata rubber hand illusion, ed e’ appunto un’illusione che coinvolge una mano di gomma. Il soggetto è seduto, con entrambe le mani appoggiate sul tavolo. Si posiziona la mano di gomma accanto ad una delle due mani, dal lato più vicino al soggetto, ed in posizione congruente allo schema corporeo. A questo punto si pone un pannello tra la mano di gomma e la mano vera, in modo che la mano del soggetto che si vuole ‘illudere’ sia nascosta alla sua vista.

 

rubber-hand-illusionA questo punto lo sperimentatore utilizza due pennellini, che muove in modo sincrono sulla mano di gomma e sulla mano nascosta. Il soggetto sperimentale sa perfettamente che la mano di gomma e’ finta, e che la propria e’ nascosta, ma dopo pochi minuti di stimolazione inizia a sentire una strana sensazione, ovvero inizia a percepire la mano finta come se fosse la propria, al punto di manifestare una reazione istintiva di spostamento della mano se si somministra uno stimolo doloroso alla mano finta. Perché accade? Questa procedura induce un conflitto tra visione, propriocezione e tatto, e manda in confusione il cervello, che da un lato percepisce lo stimolo del pennello sulla mano, dall’altro vede un’altra mano essere stimolata. Questo esperimento e’ molto interessante dal punto di vista scientifico, poiché ha permesso di comprendere che l’esperienza che abbiamo rispetto al nostro corpo non è fissa e immutabile dalla nascita, bensì e’ un’operazione dinamica e modificabile sulla base dell’esperienza. È stato inoltre possibile dimostrare che è un meccanismo che si può indurre sui soggetti sani, mentre in alcune cerebrolesioni il paziente attribuisce come proprie delle parti del corpo altrui in modo spontaneo ed automatico, senza alcun bisogno di procedure sperimentali. Insomma, un’ulteriore prova del fatto che la nostra consapevolezza del mondo e di noi stessi non sia univoca  e immutabile, bensì la somma di micro consapevolezze elaborate in parti diverse del nostro cervello.

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