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Voglia di relax? Prova l’esperienza dell’ipnosi!

Non è fantascienza né magia, l’ipnosi è una tecnica utilissima sotto molti punti di vista.

Efficace per regalarsi un momento di piacevole relax in un periodo stressate e per portare con sé la sensazione di tranquillità nelle situazioni che lo richiedono.

Una seduta di ipnosi ha la durata indicativa di 30 minuti, preceduta e seguita da un breve colloquio, per una durata totale di circa 60 minuti.

Hai la possibilità di:

➡️ Rivivere un bel ricordo del tuo passato in maniera vivida

➡️ Scegliere un luogo che ti dà pace e gioia e concentrarti sulle emozioni positive che suscita (una spiaggia, un bosco, un posto importante per te)

❇️ Non sarai inconsapevole di ciò che accade, ma molto rilassato. Lo stato ipnotico è simile a quello di quando stai per addormentarti.

❇️ Non ci sono controindicazioni.

❇️ Sarà una esperienza esclusivamente positiva, volta ad uno stato di benessere. Non verranno toccati ricordi negativi o traumatici.

❇️ Non parlerai di niente di strano. Non è richiesto di parlare durante l’ipnosi. È un bellissimo esercizio di immaginazione.

❇️ Ricorderai ciò che è successo durante l’esperienza.

❇️ Porterai con te le bellissime sensazioni provate.

Esistono tanti tipi di ipnosi. Magari ne hai sentito parlare in contesti diversi. L’ipnosi utilizzata nel mio studio ha come unico obiettivo quello di farti sperimentare una esperienza bella, rilassante, serena e positiva.

Per domande o chiarimenti:

Dott.ssa Valentina Deiana Psicologa ad Alessandria

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🙌 Nuovo anno e  buoni propositi 🙌

Con la fine dell’anno capita di riflettere su quello passato.

Hai già pensato ai buoni propositi per il 2019?

Fissare i buoni propositi ti aiuta a pensare a ciò che di buono vuoi realizzare.
Il passo successivo è renderli degli obiettivi realizzabili.

Come?

➡️ Trova e mantieni la motivazione.

Il tuo obiettivo quali comportamenti, emozioni, idee, sensazioni ti permette di vivere?

➡️ Rendilo realizzabile.

Quali risorse ti sono necessarie per raggiungere il tuo obiettivo? Quali persone possono aiutarti? Quali azioni devi intraprendere e quando? Da cosa capiresti che lo hai raggiunto?

➡️ Dai delle scadenze ai tuoi obiettivi.

Avere ben presenti delle tempistiche ti aiuta ad rimanere focalizzato.

➡️ Suddividi il tuo obiettivo in obiettivi intermedi.

Pensa al tuo obiettivo come ad una scala. Ogni gradino è un obiettivo intermedio che ti avvicina alla cima. Di quanti e quali gradini si compone?

➡️ Gioisci per ogni obiettivo intermedio realizzato.

Complimentati con te stesso! Sei un gradino più vicino al successo!

E tu, quali obiettivi hai raggiunto nel 2018? Quali vorresti raggiungere nel 2019?

Dott.ssa Valentina Deiana

Psicologa ad Alessandria

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La storia di Alex, che ha superato gli ostacoli e ha vinto la paura di guidare

Alex è un cliente con cui ho concluso il percorso pochi mesi fa. È arrivato da me su consiglio di una amica, che avendo visto una mia brochure sulla paura di guidare ha pensato potesse aiutarlo.

(Nomi e dinamiche sono stati modificati per tutelare la privacy del cliente)

Alex è un ragazzo molto in gamba, studia all’università e ha tanti obiettivi in mente. Viene da me perché, a causa di un brutto incidente in cui purtroppo si è fatto anche un po’ male, non è più riuscito a prendere l’auto.

Mi racconta che da allora utilizza i mezzi pubblici, ma per lui è un enorme problema, perché da un lato è legato agli orari dei bus e perde molto tempo per spostarsi, dall’altro vede lesa la sua autonomia. Si sente in gabbia, dipendente dagli altri, non capito da chi gli dice di affrontare la paura e semplicemente rimettersi alla guida.

Ma Alex è un ragazzo pieno di risorse, e ad affrontare la paura ci vuole provare. Decide così di prendere l’auto, ma purtroppo gli viene un forte attacco di ansia nel momento in cui vede un automobilista fare vicino a lui una manovra azzardata. Da allora non guida più.

Viene da me e mi parla del perché vuole tornare a guidare. Vuole sentirsi libero, indipendentemente, poter accettare volendo delle proposte di lavoro distanti, tornare ad essere sè stesso.

Decidiamo quindi di fare un percorso insieme, e gradualmente, attraverso il visore per la simulazione virtuale della guida, Alex riesce a prendere la macchina e a farsi un giro di una mezz’ora in città.

Entusiasti per il successo andiamo avanti con il nostro percorso.

Nel giro di un paio di mesi Alex ha ripreso a guidare in situazioni che via via lo preoccupavano.

Oggi mi ha mandato una bella foto di lui con il mare di Genova sullo sfondo, perché, mi dice, ‘il mare è ancora più bello quando posso andarci quando voglio, anche con il freddo!’

Se anche per te il valore della libertà è importante e sei arrivato a leggere fin qui la bella storia di Alex, e conosci qualcuno che vuole tornare ad essere libero di guidare condividi questo articolo con lui/lei!

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Dott.ssa Valentina Deiana – Psicologa Alessandria

Come prendere una decisione importante? 4 domande che ti porteranno ad una svolta.

A tutte le persone prima o poi capita di dover prendere una decisione importante sul proprio futuro. Che riguardi il lavoro, una relazione o un nuovo percorso accademico, capita spesso di essere indecisi sul da farsi.

Ma come si fa a prendere una decisione importante?

Non possiamo controllare tutto.

Quando siamo attanagliati dal dubbio pensiamo e ripensiamo a quale sia la decisione giusta.

Ma come si fa ad individuare quale sia? Le persone attorno a noi provano a darci dei consigli, ma difficilmente ci basta.

È naturale, quello che un’altra persona ci dice è in linea probabilmente con i suoi sistemi di valori, non con i nostri.

Ecco 4 domande che puoi farti per prendere la decisione giusta per te.

Prenditi del tempo, rilassati e rispondi a queste domande:

1. Cos’hanno di buono le possibilità che hai davanti?

2. Indipendentemente dalle scelte che hai a disposizione, quali sensazioni, emozioni, idee ed azioni vuoi vivere dopo aver preso la decisione?

3. Sulla base delle risposte precedenti, come si collegano le sensazioni, emozioni, idee ed azioni che vuoi vivere con le possibilità che hai davanti?

4. Immagina te stesso dopo aver preso la decisione che più si allinea con le sensazioni, le emozioni, le idee ed azioni che vuoi vivere. Cosa dice di te l’aver preso quella decisione?

Riflettere su queste domande ti aiuterà ad intraprendere il percorso più in linea con i tuoi valori.

Sei ancora indeciso?

Scopri come posso aiutarti a prendere la decisione più giusta per te, con altre domande più specifiche e calibrate sulla tua situazione prendendo un appuntamento:

Chiamami al 347 4091833

Dott.ssa Valentina Deiana psicologa Alessandria

💭 Parole, parole, parole: Cosa dicono di noi le parole che utilizziamo 💭

L’uomo è un animale inevitabilmente sociale. Nasciamo e già con il pianto sappiamo comunicare i nostri bisogni alle nostre figure di riferimento.

Cresciamo e man mano impariamo il meraviglioso uso del linguaggio, diventiamo capaci non solo di farci capire dagli altri, ma di comunicare a 360 gradi.

Con le parole generiamo relazioni, comunichiamo le nostre emozioni, le sensazioni del nostro corpo. Attraverso le parole creiamo legami e li sciogliamo, stringiamo amicizie e le distruggiamo, sogniamo, ci innamoriamo e tradiamo.

Le parole possono metterci nei guai e incredibilmente tirarcene fuori, ci permettono di pensare, di parlare a noi stessi, di leggere dentro la nostra mente, di dare forma alla nostra realtà e alle idee che abbiamo del mondo e di noi.

Le parole che rivolgiamo a noi stessi e quelle che gli altri rivolgono a noi si insinuano e generano credenze e convinzioni, scolpendo la nostra identità.

Con le parole pensiamo, ci parliamo attraverso una voce interiore, ma non in modo casuale.

le parole che utilizziamo ci incoraggiano o ci penalizzano.

Immagina 2 uomini, uno accanto all’altro, i quali devono alzarsi, gestire l’ansia di parlare davanti ad una platea ed iniziare a parlare.

Ora immagina che nei minuti precedenti il primo dica a sé stesso qualcosa del tipo:

‘Non vedo l’ora che sia finita, non ce la posso fare, farò una figuraccia, non ne sono in grado’

Il secondo, invece:

‘Sarò convincente, catturerò la loro attenzione, ho l’occasione di far vedere le mie capacità’

La performance, al netto dei contenuti sarà influenzata dalle parole che i 2 uomini dicono a sé stessi? In che modo? Quelle parole influenzeranno il loro comportamento a migliorarsi, a mettersi nuovamente alla prova o ad abbandonare del tutto una esperienza simile?

E a questo punto possiamo ben capire come la psicologia si basi profondamente sulle parole e sull’uso che se ne fa, perché esse stesse danno forma al proprio mondo.

Ogni parola ha un significato doppio: il primo è condiviso, quello che ci permette di comunicare con l’altro e di renderci comprensibili.

Tutti sappiamo cosa sia un tavolo

Il secondo è quello soggettivo, personale, un significato che dipende solo ed esclusivamente da noi stessi e dalle nostre esperienze del mondo

Se ti chiedo di pensare ad un tavolo, cosa ti viene in mente?

Io ad esempio penso ad un vecchio tavolo rettangolare di legno, ma qualcun altro penserà ad un tavolo grigio, rosso, di vetro, quadrato, rotondo…

E tu?

Il doppio significato di una parola semplice come tavolo rende tale parola oggettiva da un lato, e da un altro profondamente soggettiva.

Ma cosa accade quando le parole riguardano concetti astratti, come amore, rispetto, dolore, libertà, ideale, serenità?

Qual è il peso del significato soggettivo rispetto a quello condiviso?

Questo è il fulcro del mio lavoro.

Qui, nel mio studio, analizzo quelle parole che così frequentemente utilizziamo, quasi in modo banale, senza pensarci troppo, e indago sui significati soggettivi, profondi del cliente, così da diventare consapevoli del modo in cui usiamo le parole verso noi stessi e verso gli altri, e del modo in cui la nostra realtà, le nostre emozioni, le relazioni e i pensieri prendono forma.

Dott.ssa Valentina Deiana

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Psicologa ad Alessandria

🚦Ti viene da frenare anche quando sei passeggero? 🚦

Capita a moltissime persone quando percepiscono un pericolo, è un riflesso involontario legato a ciò che faremmo noi durante la guida.

Il discorso cambia se ti capita spesso di farlo in quanto viaggiare come passeggero ti provoca ansia e non ti permette di goderti il viaggio.

Naturalmente non sto parlando di una situazione saltuaria, in cui istintivamente ti viene da frenare davanti ad un pericolo oggettivo, anche se non stai guidando tu.

Può capitare invece che si patisca la guida altrui, anche se non spericolata. Ti capita magari di essere molto teso, rigido, e di chiedere più volte al guidatore di fare attenzione, di rallentare, di frenare o di fermarsi.

È un problema spesso sottovalutato, ma a volte bastano davvero pochissimi incontri per poter viaggiare con più serenità. Questo porta a dei benefici oggettivi:

🚘 Godersi il viaggio come passeggero, poterti divertire, chiacchierare, sentire la musica in un ambiente disteso e sereno

🚘 Non spaventare il guidatore creando potenzialmente situazioni di pericolo

🚘 Se viaggi con i tuoi figli non generare in loro ansie legate alla guida

🚘 Evitare la possibile insorgenza di attacchi di panico se già non si sono presentati, oppure fare in modo che non si presentino più

Sì ma come si fa?

🚖 Faremo esercizi immaginativi e di rilassamento che combinati insieme interromperanno l’attivazione ansiogena legata all’esperienza del viaggio.

🚖 Useremo la realtà virtuale per rendere l’esperienza immaginativa più immersiva ed efficace

🚖 Testeremo ad ogni incontro i progressi. Spesso bastano pochissimi incontri (5 in media), a distanza di una settimana l’uno dall’altro.

Ti ho incuriosito?

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😨Battito accelerato prima di parlare in pubblico?😨

È una naturale ansia da prestazione.
La domanda è:

Potenzia o indebolisce la tua performance?

Anche se può sembrare controintuitivo, una leggera ansia ti fa avere prestazioni migliori.
Se l’ansia è eccessiva è buona norma innanzitutto lavorare su questo, se invece è gestibile e ci aiuta ben venga che ci sia, contestualmente all’esercizio di tecniche per rendere la comunicazione efficace.

E qui arriva il difficile, perché se siamo concentrati sui contenuti tutto il resto diventa inconsapevole!

Non facciamo caso a come ci muoviamo, a ciò che diciamo con il corpo e con i gesti, alle espressioni del viso, alla modulazione della voce, all’uso delle pause. E di conseguenza la comunicazione diventa poco efficace.

Quindi cosa possiamo fare?

Step 1: preparati sui contenuti. Se sei ben preparato questo ti aiuterà a focalizzarti sul ‘come’ lo dici.

Step 2: registrati. Ti aiuterà a lavorare sui tuoi punti forti e a renderti conto di ciò che puoi migliorare.

Step 3: impara le tecniche migliori per rendere la tua comunicazione efficace. Impara a gestire il volume della tua voce, a modularla per mantenere l’attenzione, a inserire delle pause ad effetto.

Step 4: la comunicazione non verbale è fondamentale. Impara a renderti conto di come ti muovi nello spazio, utilizza in modo efficace il tuo corpo ed usa i gesti per rafforzare i contenuti.

Vuoi esercitarti a diventare un buon comunicatore?

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Grazie ad Aforisma foto studio

La paura di parlare in pubblico non è uguale per tutti, la storia di Ivan

La paura di parlare in pubblico è enormemente diffusa, al secondo posto dopo la paura dei ragni nel Regno Unito.

Nonostante questo, non tutti la provano allo stesso modo, e soprattutto per le stesse ragioni. Se la persona non deve parlare spesso in pubblico difficilmente cercherà delle strategie per superarla, ma cosa succede se si è obbligati a farlo, magari per lavoro? Questo era il caso di Ivan.

(Nomi e dinamiche sono stati modificati per tutelare la privacy del cliente)

Ivan ha partecipato al mio corso di Public Speaking nell’Aprile di questo anno, cercava delle tecniche per rendere efficace la propria esposizione, in quanto a seguito di una promozione di lavoro doveva spesso partecipare a delle riunioni e parlare a più persone. Durante il corso è emerso che era presente una forte ansia, tale per cui la sua comunicazione non solo risultava poco efficace, ma rendeva il pensiero della riunione successiva un incubo.

In seguito al corso Ivan ha richiesto di effettuare dei colloqui privati per gestire lo stato d’ansia.

Ad ogni riunione Ivan era così agitato che non riusciva neanche a concentrarsi su ciò che doveva dire, le mani gli tremavano, il cuore batteva a mille, tratteneva il fiato e le gambe erano rigide, con una sensazione di freddo che dai piedi saliva fino al petto. Mentre parlava continuava a pensare che tutti avrebbero iniziato a giudicare male lui, le sue capacità e competenze ed infine il suo lavoro. Forse non meritava quella promozione?

Abbiamo iniziato a lavorare insieme sulle convinzioni e credenze che stavano dietro la sua paura. Da qui abbiamo svolto alcuni esercizi volti ad acquisire maggiore sicurezza.

Solo a questo punto abbiamo iniziato a lavorare su alcuni elementi per rendere la comunicazione efficace:

  • Il linguaggio del corpo
  • La gestione dell’eloquio
  • Le presentazioni PowerPoint

Arrivato il momento di dover parlare nuovamente in pubblico, alla luce del lavoro svolto insieme, Ivan ha avuto una esperienza finalmente positiva. Era ancora presente un po’ di agitazione, ma è riuscito ad essere efficace ed ha ricevuto anche dei complimenti. Questo evento lo ha motivato e lo ha reso più sicuro di sé.

Se anche tu vuoi acquisire sicurezza nel parlare in pubblico fissa subito il tuo appuntamento:

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Dott.ssa Valentina Deiana Psicologa ad Alessandria

Marco e gli attacchi di panico, storia di una libertà ritrovata

Oggi vi racconto la storia di Marco, un ragazzo di quasi 30 anni che da circa 2 mesi vive un fortissimo stato d’ansia, che lo porta ad avere attacchi di panico durante il giorno, problemi gastrointestinali, nausea e insonnia.

(nomi e dinamiche sono modificati per tutelare la privacy del cliente)

Marco mi presenta inizialmente un singolo problema, legato ad una ragazza. Secondo lui lo stato d’ansia ruota attorno a quella relazione in bilico.

Durante i 2 mesi del nostro percorso abbiamo parlato e analizzato le sensazioni legate allo stato d’ansia, e abbiamo cercato di capire insieme a cosa quell’ansia servisse a Marco. Proprio come un esploratore che cerca degli indizi per arrivare alla meta, dopo 6 colloqui abbiamo scoperto insieme che quell’ansia voleva dire a Marco che non si sentiva libero di fare delle scelte.

La settimana successiva a quell’ incontro, incredibilmente Marco arriva in studio e mi dice di aver preso 2 decisioni importanti, andare a vivere da solo e lasciare la fidanzata. Dal quel momento tutti i disturbi legati all’ansia sono scomparsi.

Possiamo notare che tutto il lavoro svolto insieme ha portato Marco ad essere consapevole di una dinamica che non conosceva, e questo lo ha condotto ad un punto di svolta.

Conoscere le dinamiche dietro al problema ci permette di comprendere meglio noi stessi e soprattutto di prendere decisioni in modo consapevole. L’attacco di panico è un segnale, cerchiamo in di scoprire cosa vuole dirci.

Se anche tu stai vivendo uno stato d’ansia puoi chiamarmi per avere tutte le informazioni che desideri per fissare un appuntamento.

Liberi dall’ansia

Valentina Deiana – Psicologa ad Alessandria

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Corso IV Novembre n.5 Alessandria

Ansia da viaggio in auto: La storia di Elisa

Oggi vi racconto la storia di Elisa una mia cliente che dopo un solo incontro ha superato la sua paura

(Nomi e dinamiche sono modificati per tutelare la privacy del cliente)

Elisa è una ragazza di 25 anni che non ha alcun problema nel guidare, se non una leggera ansia durante casi particolari, come il superamento di un tir in autostrada, ma comunque gestibile.

Si rivolge a me perché prova un altissimo livello di disagio quando non è lei a guidare, ma il padre, con cui solitamente fa alcuni viaggi durante l’anno. Lo stress è così forte che durante il viaggio (anche se breve), rimane molto rigida, si spaventa ad ogni tir che si avvicina, con il risultato di mettere in allarme il papà che non riesce di conseguenza a guidare tranquillamente. Elisa deve fermarsi spesso in autogrill per tranquillizzarsi e riprendere fiato.

Come vediamo non sono presenti attacchi di panico, ma un forte stato d’ansia che non le permette di godersi il viaggio in tranquillità, ma che altresì può generare una situazione di pericolo, perché ad ogni scatto ed ad ogni ‘ATTENTO!’ il padre si agita di rimando.

Elisa viene da me dopo aver visto la pubblicità del simulatore di guida che utilizzo nel trattamento di ansie legato, appunto, alla guida.

Durante il primo incontro abbiamo valutato la situazione, ho acquisito le informazioni fondamentali ed ho iniziato il percorso attraverso delle tecniche che servono ad allontanare l’ansia in quella specifica situazione. Non avevamo ancora utilizzato il visore per la realtà virtuale.

La settimana successiva Elisa torna per proseguire il percorso, ed incredibilmente mi racconta di essere riuscita in modo del tutto rilassato a sostenere un’ora di viaggio e ritorno in auto con il padre.

A volte bastano pochissimi incontri per superare un tipo di ansia che ci attanaglia e non ci permette di viaggiare sereni. Per Elisa ne è valsa la pena.

E tu hai un problema legato alla guida o conosci qualcuno che vive questo disagio? Chiamami, sarò felice di fissare un appuntamento senza impegno e darti tutte le informazioni che desideri.

Ritrova la libertà di guidare

Dott.ssa Valentina Deiana Psicologa ad Alessandria

347 4091833

Corso IV Novembre n.5 Alessandria