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Psicologia geriatrica: comunicare con l’anziano

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Il quadrifoglio fatto a maglia che mi ha donato la sig.ra Giovanna

Da una settimana esatta è iniziata per me una nuova avventura: lavorare come psicologa con gli ospiti della RSA Monsignor Capra di Acqui Terme (Alessandria). Una sessantina di persone, suddivise in 4 zone diverse. Molti di loro sono ad uno stadio di demenza avanzato, alcuni si trovano lì in seguito ad una brutta caduta, altri ancora in seguito ad ictus. Quasi tutti, non più autosufficienti, devono ormai fare affidamento ad una carrozzina per spostarsi (più spesso essere spostati). Molti di loro arrivano da Alessandria, altri da città vicine.

Il mio compito, come psicologa,  è quello di valutare il livello di compromissione delle funzioni cognitive e proporre delle attività (laddove ancora possibile di gruppo) per aiutarli a conservare le loro risorse il più a lungo possibile.

Per fare questo si possono svolgere attività molto variegate, poste sempre e comunque in forma ludica, positiva e piacevole. Ad esempio mettendo in ordine dei cartoncini con i mesi dell’anno, o che scandiscono le diverse parti della giornata Mattino-Pomeriggio-Sera. Ma si possono usare indovinelli, parole crociate, filastrocche.

Cerco spesso di fare domande sulla loro vita, che coinvolgano la loro memoria autobiografica, a cui spesso sono ancora ancorati molti ricordi del loro passato. Un altro aspetto importantissimo è quello della memoria emotiva. Quando un figlio o un nipote va spesso a trovare l’anziano con demenza, permane il ricordo della persona e delle emozioni legate ad essa, anche se non riesce più a recuperare alla memoria il nome o il grado di parentela. Ma questo accade anche con le persone che lo accudiscono quotidianamente.

Lavorare come psicologa in un contesto di questo tipo per me significa creare una connessione emotiva positiva con l’ospite, porgere la mano (in senso anche letterale) a persone che come tutte (forse di più) necessitano di affetto, di sorrisi, di essere ascoltati e consolati. Significa scovare un senso in quelle frasi da cui le parole scappano, si confondono, si invertono. Significa gioire con loro per quelle scintille, seppur brevi, di lucidità, che in alcuni casi si presentano solo con uno sguardo contestualizzato al qui ed ora. Significa considerarli preziosi, fino alla fine.

Iniziato il corso sul Public Speaking e sulla comunicazione efficace ad Alessandria

comunicareLo scorso mercoledì 4 Aprile si è svolta la prima giornata di formazione sul parlare in pubblico e sulla comunicazione efficace. Tredici partecipanti, di età ed attività diverse di Alessandria hanno deciso di parteciparvi. Vorrei raccontarvi perchè ho deciso di iniziare questo corso.

Innanzitutto mi è sempre piaciuto darmi da fare. La formazione aziendale al Capitolo BNI Marengo di Alessandria è una attività che mi piace molto, ma è necessario che i temi trattati riguardino solamente l’economia collaborativa, e peraltro il tempo è sempre poco. Essendo inoltre una psicologa, mi preme analizzare e parlare di quegli elementi che a volte rimangono sottesi e poco sottolineati.

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Come capiamo gli altri: i neuroni specchio

Come capiamo gli altri? I neuroni specchio

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Non c’è che dire, sappiamo che corpo umano è straordinario, ma fin qui non accade nulla di sbalorditivo.

Un semplice atto, come battere le mani, attiva molte regioni del sistema nervoso. Il movimento viene pianificato, programmato a livello corticale e, attraverso il circuito cortico-spinale il segnale giunge alle mani, coinvolge le strutture muscolari, ed infine invia un segnale feedback alla corteccia per verificare che tutto stia andando secondo i piani. Non c’è che dire, sappiamo che corpo umano è straordinario, ma fin qui non accade nulla di sbalorditivo.

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Come fa il cervello a riconoscere il proprio corpo?

view-1782619_1920La nostra consapevolezza del mondo e di noi stessi non è univoca e immutabile, è bensì la somma di micro consapevolezze elaborate in parti diverse del nostro cervello.

L’esperienza che abbiamo riguardo il nostro corpo è quanto di più intimo ed implicito abbiamo. In ogni momento della nostra vita siamo perfettamente in grado di distinguere le nostre parti del corpo da quelle altrui. Ma da dove giunge questa sicurezza?

L’importanza dell’ambiente dopo un danno cerebrale

epilepsy-623346_1920Crescendo le funzioni cerebrali si specializzano, e richiedono meno spazio e meno cellule, questo aumenta la velocità delle connessioni cerebrali, che diventano sempre più sofisticate efficienti e rapide.

Quando nasciamo possediamo il numero più alto di neuroni della nostra vita. Fin dai primi anni di vita si verifica però una progressiva perdita dei neuroni del nostro cervello. Potremmo pensare che sia un fattore negativo, ma invece non lo è affatto.

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Può un danno cerebrale alterare la personalità?

680_personalit_Mente e corpo sono fusi insieme, e ciò che siamo caratterialmente ha un riscontro biologico nelle connessioni dei nostri neuroni

Ogni essere umano, quando si sveglia al mattino, ha la perfetta consapevolezza di chi sia. C’è chi si conosce meglio, conscio dei propri lati positivi e negativi, chi peggio, non rendendosi conto dei propri comportamenti. Nonostante tutto, abbiamo un’idea di cosa ci rende noi stessi, della nostra indole e delle nostre reazioni.

3 cose importanti da sapere in gravidanza

bird-3058712_1920La gravidanza è un periodo delicato per la donna. Ecco 3 cose da tenere presenti per vivere al meglio questa attesa speciale.

La gravidanza è un periodo molto delicato nella vita della donna, determinato da profondi cambiamenti, a livello fisico, ma soprattutto mentale. Ci si prepara a diventare genitori e a finire quell’arco di tempo in cui la mamma sente il bambino nella pancia come se fosse una parte di sè. Ecco 3 cose importanti da sapere se stai aspettando un figlio.

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